Ma come scegliere il font giusto?
Come sempre nel design cerchiamo di creare qualcosa che funzioni e non solo che sia bello esteticamente. Per riuscire nell’intento quindi dobbiamo prima di tutto fare un’analisi approfondita della nostra attività, o di noi stessi nel caso fossimo freelance, ed andare ad analizzare due aspetti fondamentali: a chi parliamo e cosa vogliamo comunicare.
Queste domande dovrebbero orientare le nostre scelte, perchè, come dicevamo in precedenza, i caratteri tipografici hanno una loro personalità e istintivamente il nostro cervello crea delle associazioni emotive con essi.

Personalità e tono di voce
Scegliere il font adatto è fondamentale nella riuscita del nostro brand.
Ricordo di aver visto documenti ufficiali scritti in Comics Sans perché il responsabile del reparto credeva fosse un carattere più amichevole e quindi più piacevole da leggere. Potete immaginare come invece la scelta di quel font andasse totalmente in contrasto con qualcosa che doveva trasmettere ufficialità e autorevolezza. Si, succede, purtroppo.
Secondo me potrebbe essere più facile orientarsi nel mondo dei font comprendendone le caratteristiche principali.
Nella storia dei caratteri in molti hanno cercato di catalogarli per facilitare le scelte stilistiche, ma non esiste nessuna classificazione perfetta che permetta di catalogare i font con attenzione valutando tutte le loro peculiarità.
Per l’uso che ne facciamo giornalmente però, possiamo riassumere classificazioni molto più complesse in 3 grandi famiglie:
Serif
I font Serif sono caratteri tipografici che presentano piccole “grazie” o tratti decorativi alle estremità delle lettere. Questi tratti aggiuntivi aiutano a guidare l’occhio durante la lettura, rendendo i testi più fluidi e leggibili, specialmente in formati lunghi come libri e articoli.
Tradizionalmente, i caratteri Serif vengono spesso associati a un aspetto più formale, classico e professionale, e sono molto usati in contesti editoriali o in settori che vogliono trasmettere affidabilità e serietà.
Il nostro sito utilizza per i titoli un font Serif: Playfair Display
Sans Serif
I font Sans Serif non hanno le “grazie” o tratti decorativi alle estremità delle lettere. Il termine “sans” significa “senza” in francese, quindi “sans serif” si traduce letteralmente in “senza grazie”. Questi font hanno un aspetto più pulito e moderno rispetto ai Serif e tendono a essere più leggibili su schermi digitali.
I font Sans Serif sono spesso scelti per trasmettere un’immagine più contemporanea, minimalista e diretta, e sono ideali per l’uso sul web e in contesti dove la chiarezza e la semplicità sono importanti.
Il nostro sito utilizza per i testi un font Sans Serif: Poppins.
Handwriting
I font Handwriting imitano la scrittura a mano. Possono variare molto nello stile, andando da tratti eleganti e calligrafici a scritture più casual e informali. Questi font sono spesso utilizzati per aggiungere un tocco personale, creativo o artistico ai progetti, perché trasmettono calore e individualità.
I font Handwriting vengono solitamente scelti per design che vogliono esprimere un tono amichevole, personale o creativo, e sono comuni in inviti, loghi di brand artigianali, biglietti di auguri e contenuti social che cercano un aspetto più umano e meno formale. Attenzione però all’effetto “partecipazione di matrimonio” non sempre auspicabile.

Leggibilità e accessibilità
Se scegliamo un carattere tipografico molto decorativo ed espressivo per il nostro brand, potremmo doverlo affiancare ad un altro più leggibile.
Succede spesso infatti che i brand abbiano a disposizione un set di caratteri composto da due o tre font differenti (meglio non averne più di tre) che si alternano nella composizione dei testi.
Font più audaci e suggestivi di solito vengono utilizzati per i titoli (a volte vengono definiti Display), mentre font più modesti e leggibili per i testi.
Un altro aspetto importante infatti per scegliere il giusto font è anche considerarne la leggibilità.
Se già siamo pigri nelle letture, utilizzare un font che non riusciamo a comprendere porterà il nostro utente ad abbandonare completamente le nostre pagine.
È consigliabile quindi fare delle prove di lettura e cercare di essere il più obbiettivi possibile su questo aspetto, lasciando che sia il titolo a dare carattere e permettendo al testo di comunicare in maniera efficace ciò che vogliamo dire.
Contrasto e gerarchia visiva
Un altro consiglio che mi sento di dare è legato alla gerarchizzazione dei testi. Questo aspetto è complesso per chi è alle prime armi.
Nei nostri progetti di brand identity e siti web, cerco sempre di avere a disposizione font con stili e spessori (o “pesi” in gergo tipografico) differenti, che permettano di evidenziare e di ritmare la comunicazione.
Usare variazioni di peso (grassetto, normale, light) e di dimensione, aiutano il nostro utente a comprendere al volo quali sono le informazioni importanti sulle quali dovrebbe concentrarsi ed evitano che il testo risulti tutto uguale e troppo monotono.
Licenza e disponibilità
Attenzione, non tutti i font che si trovano online sono gratis! La questione delle licenze dei font è molto importante, soprattutto se li utilizzi per scopi commerciali.
I font che posseggono licenze gratuite possono essere utilizzati senza costi, ma dobbiamo fare attenzione all’uso che ne stiamo facendo. A volte questi font sono gratuiti solo per uso personale, servono nel caso in cui dobbiamo creare un design di esempio, o qualcosa che non venderemo all’utente ne pubblicheremo a fini commerciali.
Se abbiamo intenzione di comprare un font dobbiamo interrogarci sull’uso che ne faremo. Le licenza possono avere dei termini ben specifici nell’utilizzo, per esempio una licenza desktop ti permette di installare il carattere sul tuo computer e usarlo per creare design stampabili, come brochure, poster e loghi, mentre una licenza web ti permette di usare il font su siti web attraverso il CSS. Le licenze web spesso hanno un costo basato sul numero di visualizzazioni mensili del sito o del numero di siti su cui il font verrà usato.
I font open source sono rilasciati con licenze che permettono un uso più flessibile. Ad esempio, i font di Google Fonts sono gratuiti sia per uso personale che commerciale e possono essere utilizzati in siti web senza costi aggiuntivi. Tuttavia, è sempre buona prassi controllare la licenza specifica, perché alcuni font open source possono avere restrizioni sull’uso commerciale o su modifiche.
Conclusioni
Scegliere i giusti font è uno dei modi per comunicare meglio il nostro brand, sia online attraverso social e sito web, che offline in tutti i nostri materiali a stampa.
Il consiglio generale è di comprendere bene cosa vogliamo comunicare e di essere coerenti su tutte le piattaforme sulle quali il nostro brand è presente.
Se vuoi affidarti a dei professionisti per il tuo visual brand o per la creazione del tuo sito web, non esitare a contattarci, o a prendere appuntamento per una chiacchierata gratuita iniziale.