Pagina Chi sono, cosa scrivere e come impostarla

artigiana
La pagina "Chi sono" o "About" del sito è spesso sottovalutata o impostata in maniera errata e non riesce a funzionare come dovrebbe.
Oggi scopriamo insieme cosa scrivere e come organizzare la pagina del "Chi sono" affinchè porti dei risultati.

Indice

La funziona della pagina “Chi sono”

In un mondo rumoroso come quello di internet, dove tantissime persone fanno esattamente la cosa che fai tu, distinguersi per la propria personalità, i propri valori e il modo in cui si agisce nell’ambito lavorativo, può fare la differenza sull’essere scelti o meno dal cliente.

Proprio per questo la pagina del “chi sono” non andrebbe sottovalutata in nessun sito web. Eppure spesso, queste pagine diventano una lista di certificazioni e premi o peggio ancora una biografia noiosa e poco coinvolgente. Come dovrebbe essere scritta quindi la pagina del “Chi sono”?

Crea empatia con il tuo pubblico

Una buona pagina del “Chi sono” non parla solo di te, ma soprattutto del tuo pubblico.

So che sembra un controsenso, ma prima di parlare di te, è meglio cercare di capire i bisogni del tuo cliente e comunicare che sei in grado di soddisfarli. Un buon modo per cominciare è mixare la tua missione e la tua storia con il problema o il valore del tuo pubblico.

Ad esempio se ti occupi di abbigliamento sostenibile, una buona idea da cui partire potrebbe essere:

“Abbiamo creato il nostro brand per aiutare chi cerca abiti che rispettino il pianeta, senza rinunciare allo stile”

In questo modo crei una connessione emotiva che rende il tuo brand più vicino e spinge il cliente a tornare.

Da questo punto di vista è bene fare attenzione anche al tono di voce che si utilizza, che si baserà sempre sul nostro pubblico. Per coinvolgere dobbiamo parlare la stessa lingua!

Dai un volto umano al tuo brand

Siamo esseri umani e ci piace che con noi lavorino esseri umani (anche se a volte ci ripensiamo). Lo hanno capito bene i social, che prediligono video nei quali è presente un volto. Anche la nostra pagina “Chi sono” può beneficiare di questo principio.

Le persone sono interessate a chi c’è dietro un prodotto o un servizio. Vogliono capire se possono fidarsi e avere una prima impressione di chi avranno davanti una volta prenotata una consulenza o un servizio. Per questo è fondamentale che nella pagina del “Chi sono” ci siano le foto e le parole di chi c’è dietro il sito web.

Un altro spunto potrebbe essere anche quello di condividere il “dietro le quinte” o qualche aneddoto che rende la tua storia più memorabile e ispirazionale, tipo

“Abbiamo iniziato in un piccolo garage, ma oggi spediamo i nostri prodotti in tutto il mondo.”

Certificazioni si, ma attenzione

A volte le pagine del “Chi siamo” sono zeppe di certificazioni e attestati, o frasi di autocelebrazione per i risultati raggiunti. Sebbene in alcuni casi, specie se il brand non è ancora conosciuto e ha bisogno di costruire autorevolezza, inserire questi elementi possa dare una mano, nel caso in cui questi siano troppo esagerati o gli unici elementi della pagina, questo potrebbe portare l’utente ad allontanarsi.

A nessuno piacciono quelli che vincono sempre. La pagina “Chi sono” deve essere umana per comunicare davvero. Elogiare troppo i tuoi successi con frasi del tipo “Siamo leader di mercato con numerosi premi internazionali.” non porta grandi risultati. Funziona meglio se invece racconti come il tuo successo può aiutare il tuo cliente.

La pagina “chi sono” non è una lista della spesa

La pagina “Chi sono” dovrebbe raccontare la tua storia in modo mirato, mettendo in evidenza quegli aspetti che aiutano il pubblico a sentirsi connesso e a fidarsi di te.

Inutile inserire tutta la cronologia dei risultati negli anni, o degli studi fatti. Questo potrebbe annoiare e sicuramente non è il modo giusto di emozionare il tuo cliente.

Per esempio, se sei un freelance, invece di

“Mi sono laureato in Economia e ho lavorato in diversi settori prima di diventare freelance.”

meglio dire

“Ho scelto di diventare freelance per aiutare le piccole imprese a raccontare la loro storia con strategie di marketing autentiche. Credo che ogni progetto abbia un’anima, e adoro tirarla fuori.”

Questo racconta molto più di te e coinvolge il pubblico perchè lo mette al centro del tuo progetto.

La pagina “chi sono” non è un diario

Spesso siamo portati a pensare che nella pagina del chi sono vada inserita tutta la nostra biografia ricca di particolari su di noi e sulla nostra vita.

Anche se è una pagina che ci riguarda direttamente però, il suo scopo è quello di portare il nostro utente ad empatizzare con noi, a conoscerci meglio e a decidere di sceglierci, non c’è bisogno di raccontare proprio tutto tutto, ma solo quello che serve allo scopo.

Se ad esempio sei un brand che si occupa di prodotti artigianali, dire

“Abbiamo acquistato il primo tornio usato per pochi euro e impiegavamo 12 ore al giorno a perfezionare la tecnica di lavorazione della ceramica.”

potrebbe risultare superfluo e distogliere l’attenzione dallo storytelling emozionale che coinvolge il tuo cliente.

Oppure inserire dettagli relativi alle problematiche passate potrebbe addirittura essere dannoso. Dire

“All’inizio abbiamo avuto difficoltà a gestire i fornitori e ci sono stati mesi in cui pensavamo di mollare tutto.”

potrebbe trasmettere insicurezza e sfiduciare il cliente.

Se vuoi inserire questo genere di dettagli, meglio se le racconti come sfide che hai superato e renderle parte della storyline principale che vuoi raccontare.

Il tuo cliente deve essere incentivato a leggerla

Se la tua pagina “chi sono” è composta da un testo lunghissimo e una o due foto, nessuno la leggerà.

Per fare in modo che il tuo cliente legga, devi dividere il testo in paragrafi brevi e organizzare i contenuti utilizzando titoli, sottotitoli e call to action che li portino a voler esplorare il resto del sito.

Una buona pagina “chi sono” è divisa in più sezioni, che spezzano il ritmo di una lettura continua che su internet non funziona. Puoi introdurre delle parti in cui inserire loghi di partner o certificazioni, prove sociali come le recensioni, includere foto dello spazio in cui lavori o del backstage.

Racconta una storia ma invita all’azione

Per le pagine del “Chi sono” meglio puntare sulle emozioni. La tua storia è unica e può essere raccontata per avvicinare o ispirare. Condividere il proprio percorso attraverso uno storytelling che coinvolga è il primo passo per attirare il tuo cliente ideale.

Se lavori nella tecnologia, invece di dire

“Siamo leader nel nostro settore con anni di esperienza e molti riconoscimenti.”

meglio dire

“Abbiamo fondato la nostra azienda perché volevamo rendere la tecnologia accessibile e intuitiva per tutti, anche per chi non è esperto. La nostra missione? Rendere la vita più semplice, un click alla volta.”

emoziona, coinvolge e comunica i tuoi valori e la tua personalità.

Ma tutto questo non è fatto perchè gli altri si facciano i fatti tuoi. Questa pagina serve per convogliare l’azione dell’utente e portarlo a continuare l’esplorazione del nostro sito e a comprare o prenotare un servizio.

Nella pagina “Chi sono” devono essere ben chiare le CTA, posizionate strategicamente e risultare il naturale sviluppo dell’averti conosciuto e dell’aver iniziato un rapporto con te.

In sintesi

La pagina “chi sono” deve essere costruita strategicamente per coinvolgere il tuo pubblico, generare fiducia e accompagnare all’acquisto. Perchè tutto vada per il verso giusto è bene che la nostra comunicazione sia empatica, con un focus sul cliente e che presenti il lato umano del nostro brand. Meglio evitare autoincensamenti e dettagli irrilevanti, così come blocchi di testo lunghissimi e contenuti noiosi.

La tua pagina “Chi sono” funziona? Se hai bisogno di analizzare il tuo sito, o realizzarne uno per la tua attività, prenota una call gratuita!

Questo articolo è stato scritto da

Stephanie Valeriano

Designer e cofondatrice di Semiconnessi

Disegno visual brand e progetto siti web di cui andare orgogliosi per progetti etici e coraggiosi.

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